venerdì 5 dicembre 2014

La meccanica del cuore_ Mathias Malzieu

Uno, non toccare le lancette.
Due, domina la rabbia.
Tre, non innamorarti, mai e poi mai.
Altrimenti, nell'orologio del tuo cuore, la grande lancetta delle ore ti trafiggerà per sempre la pelle, le tue ossa si frantumeranno, e la meccanica del cuore andrò di nuovo in pezzi.



Delicato e toccante, come un cuore ticchettante in un giorno che è il più freddo del mondo.
Audace, crudele, vivo e veloce.
Ricco, vario, inquietante e intriso di passione.
Dolce, bizzarro, entusiasmante.

Certo è che ogni libro vada letto nel momento giusto, con i parametri del cuore ben settati, e con la giusta atmosfera al contorno.
E' proprio il caso di dire che le lancette del cuore di Jack hanno toccato anche il mio, e l'hanno fatto battere forte, in un week end di relax che non capitava da tempo, intervallato dai baci di una bimba bellissima. 

Certo è pure che Mathias Malzieu ha un modo di scrivere per me assolutamente affascinante, anche se mi hanno sempre spiegato che la parola affascinante voglia dire poco o niente, più o meno come la parola interessante.

Una storia tra ragazzini che è un concentrato dei più grandi timori e delle più grandi tragedie amorose degli adulti, che racconta in maniera semplice, e con una vena ingenua e allo stesso tempo disincantata, le difficoltà di far funzionare un grande amore, di quelli che spezzano il cuore, ammaccano il corpo, e fermano il tempo.




martedì 2 dicembre 2014

Moebius_ shock di una notte di mezza estate

Non dirò che erano le tre di mattina, e che in tre ci trovavamo in pieno agosto in un posto che doveva avere quattro stelle ma al posto delle stelle ci avevano messo gli scarafaggi.
Non dirò che in tre ci siamo seduti sul letto, alle tre di notte, e con le braccia al sen conserte e gli occhi spalancati siamo rimasti nella stessa posizione fino alle cinque, intervallando solo qualche gesto istintivo per coprirci e scoprirci gli occhi a turno, a seconda delle nostre paure personalissime e traumi infantili ed angosce recondite.
















Moebius. Titolo che mai potremo dimenticare, intriso di notte, di agosto, e di stupore.
Pluricensurato, incestuoso e violento film di una notte di mezza estate.
Kim Ki-duk: regista, sceneggiatore, produttore, ideatore e realizzatore. Corea del Sud, 2013.






Sonoro dicono, ma mentono. Silenzioso e muto. Urla, rumori e cigolii di porte valgono? sono gli unici suoni che abbiamo ascoltato per circa due ore. Il fruscio delle porte che si aprono, in uno scenario tutto da interpretare.





Il tradimento, la gelosia, la rabbia, la frustrazione, la voglia di reagire, la dignità, la violenza, la paura, la religiosità, la tradizione, l'amore, la comprensione, l'empatia, l'egoismo, l'invidia, il piacere, il dolore, il godimento, la sofferenza, la frustrazione, la rassegnazione.





L'elenco delle emozioni che si susseguono, più o meno in ordine, rappresentate dalle espressioni di pochi attori: il padre, il figlio, la madre e l'amante (del padre e poi del figlio); la madre e l'amante interpretate dalla stessa attrice, in uno spaesamento che si risolve dopo diverse ore. Una donna, rappresentante del genere, che si moltiplica nelle sue espressioni, nelle sue caratteristiche di donna, nei capelli, nel trucco, nella lussuria applicata in sfumature differenti.







Come raccontare di amputazioni, di orgasmi "alternativi", di dolore e piacere, di vergogna e dignità?
Come descrivere la trama di un film che ferisce nel silenzio, che segna come una lama sulla pelle, lentamente?

Un uomo tradisce, e le conseguenze del suo tradimento si propagano a macchia d'olio, con reazioni imprevedibili ed incredibili. Un turbinio sempre più violento, e sempre più complesso, che spinge la mente in un vortice di ragionamenti contorti e allo stesso tempo istintivi.
Ferite che sono fisiche e morali, che si imprimono nella mente e nel cuore.








Se avete bisogno di una notte silenziosa, intensa e scioccante, saprete cosa cercare.